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Verona Marathon: Robert Ndiwa da lepre a vincitore. In rosa bis di Nikolina Sustic

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È stato l’abbraccio di 10mila runner a scaldare la 17ª Verona Marathon. Alle ore 9.00 in punto, sotto l’orologio dei Portoni della Bra, professionisti e amatori di ogni tipo e provenienza sono scattati in massa decisi a conquistare il traguardo di maratona, della Cangrande Half Marathon da 21,097 km e della benefica Last 10 km.

Verona Marathon 2018 | foto di Carlo Ambrosi

Vincitore assoluto della Verona Marathon è stato il keniano Robert Ndiwa che concede il bis dopo il successo del 2017. Mattatore della giornata, lui il traguardo in piazza Bra non doveva neanche vederlo, figuriamoci tagliarlo per primo. La sua presenza in gara era ben accordata con i suoi connazionali keniani e con l’organizzatore, aveva il ruolo di pacemaker, la classica lepre designata a guidare il gruppo di testa su determinati ritmi e lanciarli verso l’arrivo. Stop previsto e concordato al km 28, ma così non è stato, Robert era in testa ed è rimasto capolista tirando dritto sino alla finish line. 2h17’12” il tempo del vincitore, lontano sicuro dal 2h12’51”, ma questa gara non era prevista e non è stata finalizzata negli allenamenti delle ultime settimane.

Alle sue spalle, ben distaccati, coloro che invece avrebbero dovuto dare spettacolo e invece hanno parzialmente deluso: secondo è stato Emanuel Nakiridi Emil in 2h19’58” mentre terzo al terzo posto troviamo l’esperto Julius Kipngetich Rono (Atl. Recanati) in 2h22’08”. «È stata una vittoria inaspettata – ha detto Ndiwa al traguardo – Ma i miei avversari non collaboravano bene quando li spronavo ad andare ad un ritmo più forte. Dicevo loro di spingere forte, aumentare il ritmo, ma vedevo che non avevano tante energie. Così ho deciso di arrivare fino alla fine facendo del mio meglio».

Podio dunque tutto keniano, per vedere i colori azzurri è necessario aspettare il buon Luigi Vivian (Asd Nico Runners) in 2h28’48”, categoria M40. Originario di Marostica in provincia di Vicenza, è stato così anche il primo veneto all’arrivo, per questo si è aggiudicato il titolo di Campione Regionale Veneto Fidal e nel contempo il Trofeo Bergamini, la targa in palio al primo veneto in memoria del presidente Asd Gaac 2007 Dario Bergamini mancato questa estate.

Gara femminile invece come da pronostico con una e una sola protagonista assoluta. Lei è la croata Nikolina Sustic che ha vinto oggi per la seconda volta, dopo il 2015, la Volkswagen Verona Marathon. Una corsa tutta in solitaria ed in testa fin dai primi metri. 2h42’26”, crono molto vicino al suo primato personale fissato solo due settimane fa a Torino. È la campionessa mondiale in carica della ultramaratona da 100 km, ha vinto diverse volte la 100 km del Passatore e quest’anno, Campionati Europei di Berlino compresi, ha corso sette maratone tutte sul passo del 2h42’. Anche in questo caso podio tutto straniero, seconda posizione per l’ungherese Vera Gulyas in 2h48’42” e terza è l’altra ultramaratoneta croata Marija Vrajic. Prima italiana al traguardo è stata l’anconetana Denise Tappatà in 2h58’15”, mentre a vincere il titolo di Campionessa Regionale Veneta Fidal ed il Trofeo Bergamini è stata la veronese Daniela Campolongo (Team Km Sport) con 3h18’39.

Zerowind Cangrande Half Marathon corsa come da aspettative su ritmi celeri, a dimostrazione che questa mezza maratona ha un percorso veloce. Lo dimostrano il tempo del vincitore ma anche i tanti primati personali segnati oggi dagli oltre 3mila partecipanti. A vincere Cangrande Half Marathon è stato il keniano Moses Kemei (Purosangue Athletics Club) già primo alla mezza di Udine a fine settembre. Oggi ha segnato il nuovo record della gara con un più che valido 1h01’35”, mentre Robert Maiyo vincitore dell’anno passato in 1h02’17” quest’anno si deve accontentare della seconda posizione pur avendo corso molto più forte. Robert ha terminato infatti in 1h01’57”, ma questo non è bastato. Ancora colori del Kenya per il terzo gradino del podio per Philemon Kipkorir Maritim con 1h02’40”.

Tra le donne torna al successo dopo un periodo buio lungo due anni per infortunio la bergamasca Eliana Patelli (La Recastello Radici Group) già vittoriosa in piazza Bra nel 2013 sia in febbraio con la Gensan Giulietta&Romeo Half Marathon che in autunno in maratona. Oggi ha vinto in un discreto 1h19’08” che poco la soddisfa: “Purtroppo non sono stata bene nelle ultime due settimane e in gara soprattutto nella parte finale si è sentita tutta questa mia difficoltà. Ero addirittura seconda al 16° km e avrei quasi voluto fermarmi, non riuscivo a respirare. Poi però ho tirato fuori tutta la grinta che ho e non so nemmeno io dove ho trovato le energie per andare a vincere”. 1h19’25” il crono della seconda arrivata Luisa Gelmi (Gav Vertova), mentre la svedese Charlotte Andersson è terza in 1h21’08”.

Last 10 km competitiva dominata da Nicolò Olivo (Atl. Insieme Verona) in 32’55” al maschile e da Anna Frigerio (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) la gara femminile con 39’02”. Si è piazzata in seconda posizione la bielorussa Nadezhda Scardino campionessa olimpica di Biathlon e oggi in gara non tanto con scopi agonistici bensì umanistici e di beneficenza per un progetto sui bambini autistici denominato ‘Sport Inclusia’ insieme a una delegazione di atlete accompagnati da Aleksandr Guryanov Ambasciatore della Repubblica di Bielorussia oggi in visita non ufficiale a Verona.